Il cardatore: vizi e virtù

Quando ho cominciato la mia avventura di filatrice, nel primo libro che mi sono comprata, “INTERTWINED”di Pluckyfluff , di cui ammiravo appassionatamente i fili estrosi, delle opere d’arte, mi colpì una frase  :
“il pezzo più importante dell’equipaggiamento da avere sottomano per creare dei fili bellissimi è un cardatore a tamburo. E’ persino più importante di un filatoio, perchè un filo ottenuto filando un batt cardato a mano, avrà dieci volte più carattere di quello ottenuto da un top commerciale..preferirei avere un fuso e un cardatore a  tamburo,che una fantastica ruota e un top di lana commerciale “.
Dopo avere letto ciò,il mio desiderio recondito diventò avere un cardatore. Dopo indagini e ripensamenti vari, questa estate ho finalmente avuto il mio cardatore un fantastico modello della Strauch.
Ora dopo alcuni mesi di utilizzo vorrei tirare le somme( amiche filatrici, prendete nota).
punti a favore
-si possono mescolare le fibre più disparate
-si ottengono bellissimi melange di colore, senza bisogno di fare tinture particolari
in quest’ottica è ottimo per chi come me tinge spesso con le erbe ottenendo un  colore uniforme
-si riesce a mantenere le fibre soffici e a prepararle in modo ottimale, facilitando  e velocizzando
la filatura
-si risparmia nell’acquisto di top già miscelati
-ogni batt creato è unico e ci si può davvero sbizzarrire
punti a sfavore
-non fatevi ingannare da certi filmati dove buttano di tutto e di più da un lato e dall’altro esce il batt già pronto e miscelato: le fibre più ribelli e magari un po’ “raggrumate”, tipo ciuffi di mohair, fibre di sari, bottoni di lana (pills), scarti di seta, devono essere prima passate con le carde a mano, sennò restano li intere a guardarvi dal batt in mezzo alle altre fibre
– per una miscelatura ottimale si devono effettuare più passaggi del batt almeno tre o quattro e questo porta via un bel po’ di tempo
-è vero che i batt non troppo miscelati hanno carattere, ma attenzione, non sono facili da filare
-si possono anzi si devono! caricare poche fibre alla volta, e anche questo, come potete immaginare rallenta abbastanza le operazioni
-attenzione agli oggetti “estranei”: carta, pezzi di fili già filati, lana semi-infeltrita, fibre sintetiche luccicanti, tutte cose carinissime da inserire nei “fili artistici”, ma possono rovinare il cardatore: usateli pure , ma con molta cura, anche perchè…
– il cardatore a tamburo ha un bel costo!
Detto ciò lascio a voi l’ardua sentenza:  in realtà io sono contentissima del mio cardatore, ma mi pare giusto che chi ancora non ce l’ha sappia due o tre cosine…
Infine eccovi alcuni esempi di batt di mia produzione, con i fili ottenuti di seguito:
lana merinos nera con seta tussha naturale e verde, lana biellese e razza brianzola naturali, mohair naturale:
le fibre non sono molto mescolate perchè volevo ottenere un effetto bouclè

Lana Biellese tinta con germogli di pomodoro, seta tussha naturale e verde
Avevo anche altri esempi da mostrare, ma purtroppo non li ho fotografati, anzi hanno anche già cambiato casa… Vi prometto che in seguito posterò altre foto di batt e fili .
Infine colgo l’occasione per augurare a tutti
BUON NATALE!!!



3 Commenti

  1. grazie per la recensione sul tuo cardatore, è sempre un piacere leggere i pareri di chi prova!!
    ne approfitto per augurarti buon anno nuovo, che ci riservi solo belle sorprese!!
    baci eli

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  2. Mi fa piacere che il mio post ti sia piaciuto e spero possa servire. Buon anno anche a te! Laura

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  3. …Lo sai che mi hai creato una nuova necessità,vero????

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