Colorare d’inverno: gli estratti

In inverno, quando il materiale verde scarseggia, chi ama tingere che fa?
Rimane inoperoso?
Giammai!
O ci si accontenta del materiale vegetale di stagione (bucce di cipolle, cavolo rosso, edera…)…
Oppure si butta a capofitto nella tintura con gli estratti.
Detto fatto!

Ma che cos’è un estratto?
Di solito un estratto si prepara a partire da una pianta essiccata, mettendola a macerare in un solvente apposito, generalmente alcool etilico e acqua, per un certo periodo di tempo.
Così facendo si ricava un estratto fluido.
Concentrando e facendo essiccare l’estratto fluido, con l’impiego di temperature non eccessivamente alte, si ricava l’estratto secco: una polvere estremamente fine, che presenta un’altissima concentrazione.

Essendo così concentrati gli estratti si utilizzano in piccolissime dosi: dal 3%, per quelle più coloranti (legno rosso del Brasile, Campeggio..) al 6% e più , per quelli meno forti (acacia catechu ad esempio), del peso della lana o seta da tingere.

Ovviamente vale sempre il discorso della pre-mordenzatura delle fibre, come al solito.
In seguito di scioglie l’estratto in poca acqua calda e si butta nel pentolone dove, con acqua (fredda) sufficente a coprire agevolmente la fibre, va a costituire il nostro bagno di colore. Immersa la lana nel suo bagnetto si porta a leggerissimo bollore (anzi prima del bollore: 85° circa) e si lascia per i soliti 45 minuti.
Ecco i risultati delle tinture con estratti:

Foto di gruppo!
(scusate la qualità, ma fuori nevica, fa un freddo becco e non c’è una gran luce… in casa si fa quel che si può..)

 Da sinistra in alto: lana sambucana mordenzata con solfato di rame e cremor tartaro, tinta con un primo bagno di edera (foglie fresche) e secondo bagno con estratto di clorofilla; subito sotto, la lana verdino chiaro che vedete ha subito lo stesso trattamento, ma cambia la pecora (!), che è di razza Leicester…
 In mezzo: lana in fiocco di razza brianzola mordenzata con solfato di ferro e cremor tartaro, tinta con estratto di mallo di noce.
 A destra infine: lana di razza Prealpes du Sud, mordenzata con allume e cremor tartaro, tinta con estratto di acacia catechu. Appena sotto seta tussha, tinta nello stesso modo.

Qui abbiamo in secondo piano le lane e in prima fila i gomitoli di seta tussha che hanno ricevuto trattamenti uguali alle lane soprastanti. Tutte queste fibre sono state mordenzate con allume e cremor tartaro.
A sinistra c’è della Prealpes tinta con estratto di legno rosso del Brasile;  a destra della Biellese che ho tinto con estratto di legno di campeggio; in mezzo su della lana  Leicester, il risultato dei due bagni precedenti mescolati assieme dopo il primo utilizzo: praticamente un cocktail di secondi bagni.

Nei prossimi post spero di mostrarvi qualche filo ottenuto con queste lane… e mi piacerebbe dire qualcosa sulle piante tintorie che ho citato qui…

A presto!

3 Commenti

  1. Come sempre i tuoi colori sono spettacolari.

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    • Grazie! Ora sto rimuginando su come filare i vari colori… Cardare o non cardare… Mescolare.. Mah vedremo.. Ciao ciao

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  2. molto bello,mi interessa sapere come tingi la seta,per la lana non ho problemi sono anni che lo faccio.La seta no e vorrei imparare ciao

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