Dal vello al filo… filare il sucido.

Dopo una settimana abbondante di noiosa influenza, oggi, tornata dal lavoro, ho deciso di aggredire i sacchi del sucido, che mi aspettano in veranda.

E’ lana  che ho acquistato da “The wool box”:  razza biellese e abruzzese nei colori naturali

BEIGE

GRIGIO

MARRONE
Ore 15 e 30: svuoto  sul tavolone il sacco del beige.
Mamma mia, è una quantità di lana spaventosa: chissà nel sacco sembrava poca…
Mi appresto a dividerla: da una parte le parti infeltrite; dall’altra quella da lavare assolutamente, perchè troppo piena di impurità e paglia (non tantissima la paglia..); poi quella che proverò a filare così, nature, piena di lanolina; infine un mucchietto di fantastici riccioli, che voglio provare a filare così come sono, per ottenere uno di quei fili particolari, stile boa, che te li metti al collo e sei già vestita.
Non sono bellissimi? Sembrano già pronti!
Ore 16: divisione ultimata
A destra la lana da lavare, al centro quella da filare, poi quella un po’ infeltrita (da lavare anche lei ovviamente), davanti i riccioloni.
Metto subito a bagno in acqua, detersivo bio e un pochino di ammoniaca la lana da lavare.
Mi appresto a cardare il sucido che filerò: divido bene ciocca per ciocca, cercando di togliere le impurità più grossolane.
Dove trovo parti un po’ feltrose mi aiuto con le carde.
A chi usa le carde a mano consiglio di prendere poche fibre per volta, spazzolare delicatamente, e cercare di formare dei rotolini (rolag) piccoli e molto “ariosi”. Gran parte dello “sporco” cadrà giù.
Metto nel cardatore pochissima lana alla volta, in modo che i rulli la spazzolino e tirino via più impurità possibile. Ogni batt lo ripasso tre volte.
E’ incredibile come la lana così ricca di lanolina faccia subito massa compatta e omogenea… pur rimanendo soffice.
Ore 17: ecco il primo batt

Ore 17 e 30: il  suo fratellino
Mi bevo un tè e vado al filatoio: la lana si fila praticamente da sola! E’ come se le fibre fossero già attaccate l’una all’altra. Infatti mi diverto a filare un filo “wollen” sottile, sottile, insolito rispetto alle mie abitudini. Pur essendo così sottile, è soffice ed elastico.
E’ il classico filo che sa di antico… Intanto, noto che, filando, gran parte delle impurità rimaste cadono giù.
Lo bino a due capi, in modo tradizionale.
Ore 19 e 30: ecco il filo sull’aspo (è quello che ho ricavato da un solo batt)
E infine la “preziosa ” prima matassina (appena in tempo prima di preparare la cena):

Sono circa 30 grammi di filo per una lunghezza di 55 metri.
Ora lo metterò a bagno….
Sono curiosa di sapere se perderà di peso e se il colore beige chiaro cambierà.
Ve lo racconterò al prossimo post.
Buona serata!!


5 Commenti

  1. meraviglioso il tuo racconto! grazie per aver condiviso… io sono un po’ titubante se prenderla o meno… adesso medito!!!

    Rispondi
  2. Grazie! C’è da lavorare tanto, ma è una lana che dà soddisfazione… Inoltre i colori sono davvero belli e la mia idea è di provare anche a fare dei melange (magari anche con delle lane tinte con colori vegetali: color “pecora e fiori”!!). Se hai bisogno di dritte scrivimi pure sulla mail. Ciao!!

    Rispondi
  3. ciao , Laura
    fantastico il tuo racconto , minuto per minuto ,
    fa venir voglia di provare !!!

    Rispondi
  4. bello!!un racconto che fa aumentare la mia passione per la lana!grazie!

    Rispondi
    • Grazie Antonella e Linda!

      Rispondi

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *