Coloranti o pigmenti… questo è il dilemma!

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Spesso nell’ambito della tintura dei tessuti ho sentito parlare indifferentemente di coloranti e pigmenti, chiedendomi quale fosse la differenza.

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In generale ciò che viene utilizzato per  tingere un substrato viene definito “colorante”: si tratta di un composto che si fissa stabilmente sul manufatto attraverso un legame chimico. Questo processo di  solito avviene in acqua, grazie a gruppi di atomi capaci di colorare le molecole costituenti le fibre tessili, conferendo loro una tipica banda spettrale, cioè un colore, a seguito di una particolare disposizione degli elettroni.

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Il colorante si differenzia in ciò dal pigmento, che al contrario è una sostanza tintoria che non si lega chimicamente al substrato e di solito è insolubile in acqua.

Parlando di pigmenti e coloranti presenti in natura, di solito i coloranti sono di origine organica, cioè sono prodotti da piante e animali, e hanno nella loro formula chimica atomi di Carbonio; i pigmenti invece sono di origine minerale.

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Generalmente, i coloranti vengono classificati in base a due criteri: alla composizione chimica o alla modalità di impiego, classificazione quest’ultima adottata di preferenza nell’industria tessile.

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Quando parliamo di tintura vegetale dunque, da ora in poi sappiamo che stiamo usando dei coloranti, cioè delle sostanze che si fisseranno a livello molecolare ai nostri tessuti.

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