Si fa presto a dire Quercia

farnie del Parco del Ticino

farnie del Parco del Ticino

Il mondo delle piante è così multiforme e variegato che non manca mai di stupirci. Quando pensiamo di avere capito tutto di un albero o di un’erba, di avere sondato tutte  le sue proprietà, ecco che improvvisamente succede qualcosa che cambia le carte in tavola.

Nel processo di eco-print ad esempio spesso succede di usare piante che sono universalmente note come tintorie e, una volta aperti i rotoli di stoffa,  trovare dei “vuoti”, cioè delle parti di tessuto dove al posto della nitida impronta della foglia in questione non c’è altro che una pallida ombra. A me succede spesso con le foglie di quercia.

foglie di rovere e quercia rossa

foglie di rovere e quercia rossa

Teoricamente tutte le foglie contenenti tannino  aumentano la sua concentrazione maturando e invecchiando. Addirittura, secondo il parere di molti, raggiungono la maggior concentrazione di tannino quando, in autunno, cadono a terra. Questa è la teoria…che  viene spesso smentita dalla pratica! Infatti spesso  raccolgo foglie verdi di quercia che lasciano impronte di un bel marrone scuro, al contrario di altre, prese da terra, ben essiccate e simili al cuoio, che non tingono per nulla. E allora? Come orientarsi? Innanzitutto dobbiamo comprendere esattamente che tipo di foglia stiamo utilizzando. Eh si! Perché la classica fogliolina dal bordo ondulato così frequente nei nostri boschi appartiene si ad un albero di quercia… Ma quale? Infatti, dopo ricerche ed esperimenti vari ho scoperto che, oltre alle differenze dovute al terreno, esposizione  solare, acque ecc… Non tutte le querce sono quello che sembrano..

Il nome quercia infatti non designa una singola  specie di albero ma un genere comprendente ben 450 diverse specie di piante rustiche, sia a foglie decidue che sempreverdi! Farnia, cerro, quercia rossa, leccio e molte altre.

il "monumentale" Rogolone, un cerro di 700 anni

il “monumentale” Rogolone, un cerro di 700 anni

Inoltre  per complicare ulteriormente le cose, sono frequentissimi i fenomeni di ibridazione tra diverse specie.

E quindi ecco che una foglia di farnia, simile a quella di rovere, tinge solo quando è verde, mentre la seconda tinge quasi sempre. La foglia di cerro, più piccola e ricca di ondulazioni, tinge quasi sempre bene.

20150226_155322-001

 

Questo fino a prova contraria e dando per scontato di avere azzeccato la classificazione dell’albero, che spesso può avvenire con una certa sicurezza non comparando solo le foglie, ma anche ghiande e amenti. Per esempio la farnia, che è la quercia più comune ha le ghiande appese a lunghi piccioli mentre le foglie ne sono quasi prive,il rovere si comporta in modo esattamente opposto.

Comunque vale sempre la pena di tentare di capire con che albero si ha a che fare e soprattutto approfittare di ogni occasione per conoscerlo meglio.

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *