Lucifero e la quercia.

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Quando sulla Terra, all’inizio della vita, apparvero le piante, il Padre decise di affidarle agli angeli.

A uno affidò le erbe profumate di primavera, ad un altro i fiori gialli d’estate,

ad un terzo le piante spinose del deserto, ad un quarto le piante con le bacche nere e succose

dell’autunno…e così via fino all’ultima famiglia, all’ultimo esemplare.

Gli angeli cominciarono a prendersi cura con amore delle amiche verdi, che a loro volta gioivano

della compagnia delle alate creature.

Ben presto sul pianeta ogni pianura, ogni montagna e persino il fondo di laghi, fiumi e mari,

furono rallegrate da pennellate di colore e profumi balsamici.

Ma dal fondo dell’universo, nell’angolo più buio e remoto, Lucifero, l’angelo caduto,

osservava silenziosamente quello che stava accadendo.

Si sentiva solo, era circondato dal buio e tutto ciò che era gioia, amore e bellezza

lo faceva diventare livido di astio e invidia.

“Io, che sono il più potente di tutti, sono relegato in questo buco oscuro,

mentre , i miei fratelli, gli altri angeli, godono della bellezza e dei profumi del pianeta Terra!

Non è giusto! Voglio anche io delle piante! Le esigo!”. Gli angeli guardarono il Padre costernati.

Egli scrollo la testa sconsolato… Non poteva negare una piccola parte del

regno vegetale a Lucifero: anche lui era suo figlio. ” Va bene, ci penso un po’ su!” disse l’Eterno.

Tutti gli angeli, preoccupatissimi, volarono in fretta dalle loro protette, desiderosi

di salvarle dall’orribile destino di finire sotto l’egemonia dell’angelo nero. Chi le coprì con

le ali, chi fece salire una nebbia impenetrabile, chi scendere le nuvole, chi cercò di

mimetizzarle con nuovi colori…

Il Padre non voleva deludere nessuno dei suoi figli. Alla fine prese una decisione.

Chiamò Lucifero al suo cospetto e gli disse ” Voglio esaudire il tuo desiderio, ma poiché tu sei

il ribelle, ti devi accontentare. Tu sarai il padrone dei boschi, ma solo nella stagione invernale,

quando le piante dormono e hanno perso tutte le foglie”.

Lucifero fece un sorriso storto e, giratosi con un ampio svolazzare del suo mantello

nero, se ne volò via.

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Le piante e gli alberi, quando sentirono la notizia cominciarono a disperarsi

” Chissà cosa ci farà… Proprio mentre stiamo dormendo… Si inventerà un tiro

mancino dei suoi… Non ci risveglieremo più a primavera…” tutti gli alberi del bosco

scuotevano i rami in preda alla paura, le erbe si ripiegavano verso terra, i fiori perdevano i

petali e dai cespugli, che si agitavano nervosi, cadevano una pioggia di bacche di tutti i

colori. Ma ecco che dal profondo del bosco una voce profonda e sicura prese la parola.

Era la vecchia quercia, la pianta più vecchia e più saggia di tutte. “Non temete amiche mie.

Lucifero non può prendere possesso del bosco finché non saranno cadute tutte le foglie e

rimarremo completamente spoglie. Allora io lascerò ingiallire e seccare le mie, ma non

permetterò che esse cadano a terra. Rimarrò vestita di foglie morte per tutto il sonno

invernale, fino a quando in primavera spunteranno i primi getti verdeggianti. Così l’angelo

nero non potrà mai essere nostro padrone!”

Tutto il mondo vegetale esultò per l’astuta trovata della grande quercia.

Quando sopraggiunse l’autunno le piante cominciarono a lasciar cadere le foglie rosse, gialle e marroni.

Quelle della quercia ingiallirono, ma rimasero al loro posto.

Ogni giorno Lucifero dava un’occhiata al bosco, fregandosi le mani

e pregustando di prenderne possesso. Arrivò l’inverno: tutte le foglie erano cadute, ma

quando l’angelo oscuro arrivò con grande fragore sul limitare del bosco, si accorse che,

proprio al centro della radura più grande, un vecchio albero svettava fiero, ancora coperto

di gran parte delle sue foglie, ormai essiccate, ma saldamente attaccate ai rami. Con un

grido di collera, intuendo di essere stato beffato, lui, che era il signore degli inganni,

Lucifero corse via e tornò nel suo buco oscuro al limite dell’universo. Da allora la quercia

tiene fede al suo impegno: ogni anno, in inverno, mentre tutte le piante del bosco si

spogliano del loro manto, lei rimane vestita delle sue belle foglie ingiallite, ricordando a chi

le passa vicino che il bosco è protetto dal Maligno.

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Spero che questa leggenda vi sia piaciuta.

Domani, 3 febbraio, se volete, potrete incontrarmi a “Pura”, festival del benessere, al quartiere fieristico di Verona. Dalle 9 e 30 alle 18 e 30.

A presto!

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