Art Yarns

Art Yarns

Vi passo un’anteprima… Corso di filatura avanzato: Art Yarns Si farà in quel di Pettinengo… un bel posticino tra i monti del biellese… il 25 e 26 maggio. Quindi aria buona, buon cibo e tanti tanti fili strepitosi! Vi aspetto! Buona lana a...
Sucido: seconda parte

Sucido: seconda parte

Dopo quattro bagni e una settimana di lentissima asciugatura ecco il sucido lavato Come potete vedere il colore si è schiarito un bel po’ E’ stato un bel lavorone (anche perchè la lana non era poca..), ma sono soddisfatta, soprattutto perchè la lana è rimasta morbida e gran parte dei residui vegetali se ne sono andati via con lo sporco. Vi suggerisco, se siete tentate di provare a lavare il sucido: -di utilizzare acqua calda solo nel primo bagno (con detersivo bio o sapone di Marsiglia e un goccio di ammoniaca) e quindi, nei bagni successivi, utilizzare acqua a temperatura ambiente (quella che avrà la vostra lana a quel punto lì). Infatti gli sbalzi di temperatura favoriscono l’infeltritura. – di immergere sempre la lana nel bagno “pronto”. Non fate mai scorrere l’acqua dal rubinetto sulle fibre. -di procurarvi dei capaci scolapasta, nei quali mettere la lana durante l’ammollo. In questo modo non dovrete maneggiarla troppo e potrete immergerla e toglierla dai bagni senza dover strizzare e sprimacciare qua e la : l’acqua colerà via dai buchi senza alcun ausilio meccanico e salverete la lana dall’infeltritura. Ecco la famosa prima matassina, filata dal sucido cardato, dopo il lavaggio Anche qui il colore si è schiarito in un delicato beige, e le fibre , liberate dalla lanolina, si sono gonfiate. Inoltre.. da non credere.. la matassa ha perso (dopo il lavaggio, appunto) ben 10gr di peso: da 30gr a 20gr!!! Infine la prima matassa filata con il sucido “a riccioloni” (non cardato), quello che, nel post precedente, ho fotografato appeso alla spalliera di una sedia.  Questo filo mi piace davvero tantissimo: ha carattere! Penso già a “mescolanze” selvagge...
Dal vello al filo… filare il sucido.

Dal vello al filo… filare il sucido.

Dopo una settimana abbondante di noiosa influenza, oggi, tornata dal lavoro, ho deciso di aggredire i sacchi del sucido, che mi aspettano in veranda. E’ lana  che ho acquistato da “The wool box”:  razza biellese e abruzzese nei colori naturali BEIGE GRIGIO MARRONE Ore 15 e 30: svuoto  sul tavolone il sacco del beige. Mamma mia, è una quantità di lana spaventosa: chissà nel sacco sembrava poca… Mi appresto a dividerla: da una parte le parti infeltrite; dall’altra quella da lavare assolutamente, perchè troppo piena di impurità e paglia (non tantissima la paglia..); poi quella che proverò a filare così, nature, piena di lanolina; infine un mucchietto di fantastici riccioli, che voglio provare a filare così come sono, per ottenere uno di quei fili particolari, stile boa, che te li metti al collo e sei già vestita. Non sono bellissimi? Sembrano già pronti! Ore 16: divisione ultimata A destra la lana da lavare, al centro quella da filare, poi quella un po’ infeltrita (da lavare anche lei ovviamente), davanti i riccioloni. Metto subito a bagno in acqua, detersivo bio e un pochino di ammoniaca la lana da lavare. Mi appresto a cardare il sucido che filerò: divido bene ciocca per ciocca, cercando di togliere le impurità più grossolane. Dove trovo parti un po’ feltrose mi aiuto con le carde. A chi usa le carde a mano consiglio di prendere poche fibre per volta, spazzolare delicatamente, e cercare di formare dei rotolini (rolag) piccoli e molto “ariosi”. Gran parte dello “sporco” cadrà giù. Metto nel cardatore pochissima lana alla volta, in modo che i rulli la spazzolino e tirino via più impurità...