Circe e Ipomea

Circe e Ipomea

Sembra il titolo di un canto dell’Odissea. Invece è una storia che inizia in giardino, un pigro mattino di agosto.Prima di fare colazione, tornando dalla passeggiata con i buboni, mi piace copiare l’abitudine della tribù canina di controllare il territorio: un giro a testa bassa per tutta la “proprietà”, naso a terra, orecchie tese, coda alta. Naturalmente la coda alta non mi viene bene, nemmeno il naso a terra ad essere sinceri…ma con i miei limitati sensi umani cerco, guardo, annuso, tocco, ascolto. A volte scopro cose nuove: un insetto strano, mai visto prima; una luce particolare che fa risaltare il viola dei fiori di lavanda; le gazze che ridacchiano sul castagno, in fondo all’orto… Questa mattina invece la mia attenzione è stata catturata da una macchia violacea al centro di un disordinato ciuffo di foglie che si arrampicano sulla rete. Ieri non c’era e ora è lì, ad attrarre la mia attenzione. Mi avvicino e vedo un bellissimo e sconosciuto fiore: l’Ipomea. E’ il primo anno che piantiamo questo rampicante annuale, di cui ci eravamo innamorati durante una vacanza in Alto Adige. Là però il fiore era completamente diverso… proprio non me lo aspettavo.Mi sorprende , a parte le notevoli dimensioni della corolla, la perfezione delle linee e il contrasto del viola sul bianco: una bellezza che stupisce, che ti fa pensare alla maestria e alla grandezza della natura, che fa tenerezza e scalda il cuore. Un regalo di primo mattino. E Circe? Beh, Circe ve la presento subito: anche lei è una creatura che madre natura ha mandato sulla terra per intenerire i cuori e rallegrare le...
Lane tinte e buboni

Lane tinte e buboni

Non sono sicura che i rottweiler abbiano tra i loro avi anche dei prodi conduttori di greggi: per quello che ne so sono bovari, cioè pastori di mucche e c. In ogni caso oggi era giorno di tintura, infatti è arrivato un sontuoso pacco di lane miste da winghamwoolwork. Mi sono messa a colorare allegramente usando il metodo del forno a microonde: si prepara la lana immergendola in un bagno di acqua e aceto per almeno 20 min; una volta diluiti in acqua calda i colori, e sistemati i salamotti di lana, debitamente strizzati (piano per favore), in una comune borsa di plastica ci diverte a cospargerli di colori a proprio piacimento, massaggiando la lana perchè le tinte si sfumino debitamente qua e là; si chiude la borsa con un bel nodo e si mette sul piatto del forno a microonde e viaa.. per 2 min a tutto vapore (..alla massima potenza, ma fate prima una prova con della lana di scarto, perchè alcuni forni sono poco affidabili); due minuti di riposo, ancora nel forno; altri due minuti di cottura al massimo; aprite la borsa e ammirate il risultato, ma attente a non scottarvi! Lasciate la lana a raffreddare dov’è e quindi risciacquatela dolcemente con acqua a temperatura ambiente. Ora potete appenderla in un luogo ombroso ad asciugare, aspettando con ansia di poterne ricavare dei fantastici fili. Naturalmente il procedimento vale anche per lane già filate, e anche già lavorate. Ecco lo stendino con le lane tinte del giorno… Sì ma in tutto ciò che c’entrano i buboni? C’entrano eccome, perché, non appena dal microonde è incominciato a uscire...