Il cardatore: vizi e virtù

Il cardatore: vizi e virtù

Quando ho cominciato la mia avventura di filatrice, nel primo libro che mi sono comprata, “INTERTWINED”di Pluckyfluff , di cui ammiravo appassionatamente i fili estrosi, delle opere d’arte, mi colpì una frase  : “il pezzo più importante dell’equipaggiamento da avere sottomano per creare dei fili bellissimi è un cardatore a tamburo. E’ persino più importante di un filatoio, perchè un filo ottenuto filando un batt cardato a mano, avrà dieci volte più carattere di quello ottenuto da un top commerciale..preferirei avere un fuso e un cardatore a  tamburo,che una fantastica ruota e un top di lana commerciale “. Dopo avere letto ciò,il mio desiderio recondito diventò avere un cardatore. Dopo indagini e ripensamenti vari, questa estate ho finalmente avuto il mio cardatore un fantastico modello della Strauch. Ora dopo alcuni mesi di utilizzo vorrei tirare le somme( amiche filatrici, prendete nota). punti a favore -si possono mescolare le fibre più disparate -si ottengono bellissimi melange di colore, senza bisogno di fare tinture particolari in quest’ottica è ottimo per chi come me tinge spesso con le erbe ottenendo un  colore uniforme -si riesce a mantenere le fibre soffici e a prepararle in modo ottimale, facilitando  e velocizzando la filatura -si risparmia nell’acquisto di top già miscelati -ogni batt creato è unico e ci si può davvero sbizzarrire punti a sfavore -non fatevi ingannare da certi filmati dove buttano di tutto e di più da un lato e dall’altro esce il batt già pronto e miscelato: le fibre più ribelli e magari un po’ “raggrumate”, tipo ciuffi di mohair, fibre di sari, bottoni di lana (pills), scarti di seta, devono essere prima passate con le carde a mano, sennò...