Corso di tintura naturale su fibre animali e vegetali, a Genova.

Corso di tintura naturale su fibre animali e vegetali, a Genova.

Il 13 e il 14 maggio, a Genova, presso l’associazione Fili, Trame e Colori,  terrò un corso di tintura vegetale, un’arte antica quanto l’uomo. Ritengo che una buona base sui principi della tintura naturale sarebbe utilissima a tutti coloro si vogliano avvicinare ad altre “applicazioni” del colore naturale quali ecoprint, shibori, stampa, ecc.. Spesso le persone che arrivano ai miei corsi, digiune di qualsiasi nozione, si trovano molto in difficoltà. Infatti arriva loro addosso una tale mole di informazioni, che le vedo spesso confuse. Io stessa ho incominciato tutto il mio percorso tingendo fiocco di lana, seta e anche fibre vegetali,  da filare a mano. Questo lungo apprendistato mi è servito tantissimo! E poi.. non è affascinante l’idea di uscire per una passeggiata nel bosco, tornare con una cesta di foglie, radici o fiori, e da questi riuscire a creare un colore da trasmettere a quei capi che ci accompagneranno per sempre? Il programma Il corso comincerà con una presentazione della tintura vegetale. Si prenderanno in esame diverse piante tintorie. Quindi si mordenzeranno e tingeranno le varie fibre. Ogni partecipante tornerà a casa con una cartella colori, di filati e tessuti, sia in fibre di origine animale che di fibre di origine vegetale.    Argomenti trattati La tintura vegetale, un’alternativa ecosostenibile, antica quanto l’uomo. Le piante tintorie: riconoscerle e raccoglierle in natura. Piante tintorie dal mondo. I diversi tipi di fibre: di origine animale e origine vegetale. La mordenzatura dei vari tipi di fibre. Il ruolo dell’acqua. Preparazione dei bagni di tintura. Tintura di stoffe e filati. Variazioni di colore con coadiuvanti naturali. Preparazione delle cartelle colori.   Per iscrizioni rivolgetevi a filitrameecolori@gmail.com Affrettatevi,...
Galleria di fine primavera

Galleria di fine primavera

Dedicate a chi mi rimprovera di non fotografare abbastanza le mie creaturine, ecco un po’ di immagini di abiti & co. adatti a questa primavera e  alla prossima estate. Sperando che il caldo arrivi al più presto! Seta  foglie di eucalipto     Cotone bio con foglie di ario genere, buccia di cipolla e radice di robbia       Maglia in canapa tinta con indaco, foglie e legno di campeggio    Canotte in canapa di vari colori                Abito in felpa a manica corta, indossabile anche col freddo, come scamiciato    Casacca lunga in garza di cotone, ideale come copricostume    abitino in jersey di cotone, base verde ortica, decorato con foglie varie e buccia di cipolla    Questa giacchina asimmetrica decorata con foglie di rovo e semi di annatto è una delle mie preferite: si sono tinti anche i bottoni!!!             E ora gli abiti per…stregare! Seta.. seta… seta.. seta                            e poi cotone, comodo e fresco… giallo, verde e blu                          ed è solo l’antipasto…                      ...
La magia del colore

La magia del colore

Il colore ha effetti psicologici non trascurabili: pensate all’effetto che ci fà un bel cielo azzurro intenso, o il giallo intenso di una primula. Il colore del nostro abbigliamento può avere un ruolo nelle convenzioni socioculturali. Non dimentichiamo l’effetto psicologico del colore nelle comunicazioni visive e soprattutto nelle arti figurative. Ma che cosa è il colore? Perché le mele sono rosse e i fiori di crocus viola? In realtà Il cielo non è di per sé azzurro, così come una foglia non è verde, ma noi li vediamo tali grazie a un processo percettivo che comincia con l’arrivo ai nostri occhi di radiazioni di opportuna lunghezza d’onda, dette elettromagnetiche, riflesse da quanto ci circonda, per poi essere convertite in impulsi nervosi elaborati dal nostro cervello. Ciò ci porta a percepire che il cielo è azzurro e la foglia è verde. Questa sensazione viene poi immagazzinata nella nostra memoria dove oggetti, forme e colori vengono associati ed entrano a far parte delle nostre conoscenze. Lo spettro delle radiazioni elettromagnetiche cioè l’insieme di tutte le possibili frequenze e lunghezze di queste onde fu scoperto da Isaac Newton. Tra di esse troviamo quelle visibili che assieme formano la luce, ovvero la radiazione visibile ai nostri occhi, comprese per convenzione nella banda di lunghezza d’onda che va dai 400 ai 700 nanometri. Quindi il colore di un oggetto  dipende dall’interazione tra la radiazione di una certa lunghezza d’onda  e il nostro occhio. Esso  non è di per sé un’entità fisica, ma una percezione puramente soggettiva. Questa teoria è stata gradualmente avvalorata nel corso della storia a partire dal XVI secolo, e già Galileo...
Colorare d’inverno: gli estratti

Colorare d’inverno: gli estratti

In inverno, quando il materiale verde scarseggia, chi ama tingere che fa? Rimane inoperoso?Giammai!O ci si accontenta del materiale vegetale di stagione (bucce di cipolle, cavolo rosso, edera…)…Oppure si butta a capofitto nella tintura con gli estratti.Detto fatto! Ma che cos’è un estratto?Di solito un estratto si prepara a partire da una pianta essiccata, mettendola a macerare in un solvente apposito, generalmente alcool etilico e acqua, per un certo periodo di tempo.Così facendo si ricava un estratto fluido. Concentrando e facendo essiccare l’estratto fluido, con l’impiego di temperature non eccessivamente alte, si ricava l’estratto secco: una polvere estremamente fine, che presenta un’altissima concentrazione. Essendo così concentrati gli estratti si utilizzano in piccolissime dosi: dal 3%, per quelle più coloranti (legno rosso del Brasile, Campeggio..) al 6% e più , per quelli meno forti (acacia catechu ad esempio), del peso della lana o seta da tingere. Ovviamente vale sempre il discorso della pre-mordenzatura delle fibre, come al solito. In seguito di scioglie l’estratto in poca acqua calda e si butta nel pentolone dove, con acqua (fredda) sufficente a coprire agevolmente la fibre, va a costituire il nostro bagno di colore. Immersa la lana nel suo bagnetto si porta a leggerissimo bollore (anzi prima del bollore: 85° circa) e si lascia per i soliti 45 minuti.Ecco i risultati delle tinture con estratti: Foto di gruppo! (scusate la qualità, ma fuori nevica, fa un freddo becco e non c’è una gran luce… in casa si fa quel che si può..)  Da sinistra in alto: lana sambucana mordenzata con solfato di rame e cremor tartaro, tinta con un primo bagno di edera (foglie fresche) e secondo bagno con estratto...
Ho aperto i vasi solari!

Ho aperto i vasi solari!

Stamattina quando ho aperto la finestra ho avuto l’impressione che stessero proiettando un’anteprima:..autunno… Il sole sembrava già un ricordo lontano e una insistente pioggerellina bagnava il giardino. Così il mio pensiero è andato ai vasi solari. Considerato che ormai stazionavano in piena luce da più di un mese, forse era il caso di aprirli e vedere i risultati. Detto fatto ecco cosa ne è uscito: La lana tinta con i frutti di sambuco è quella in primo piano; a destra c’è quella tinta con i fiori di cosmos sulfureo; a sinistra quella colorata con la solidago; in secondo piano quella per la quale ho utilizzato l’equiseto. Considerazioni finali:  1) La cosa più bella per il momento è l’attesa, la curiosità di vedere che colori usciranno dal cappello (cioè dal vaso). 2) E’ molto interessante vedere come i diversi tipi di lana prendano il colore in modo diverso: la Norvegese assorbe di più, la Merinos intermedia, la Corriedale un po’ meno. 3) La seta, tinta con la solidago, si è colorata tantissimo e di una sfumatura giallo senape strepitosa. 4) I frutti di sambuco hanno prodotto un viola elegantissimo; la solidago un giallo senape bellissimo; i fiori di cosmos un giallo aranciato molto sfumato; l’equiseto non mi convince molto, perchè ha colorato appena la lana di un giallo chiaro che per me, che non amo i colori tenui, non è il massimo. Forse dovevo dargli più tempo di agire. Comunque ecco viste da vicino le sfumature di viola “sambuco”: A me piacciono molto e a voi? Non vedo l’ora di cominciare a...